mercoledì 28 marzo 2012

Finem fidei



La storia tra Emilio Fede e Mediaset è finita così, una sera di primavera.

Ma io voglio ricordarlo bello e giovane, con il suo piglio da "Sciupone l'Africano", l'affettuoso nomignolo affibbiatogli ai tempi in cui faceva l'inviato in Africa per la Rai a causa di note spese vagamente faraoniche.


Struggenti messaggi di commiato Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone.

mercoledì 21 marzo 2012

Intervallo

Mi scuso con i miei tre lettori (che non è una citazione del Manzoni: è che questo blog lo leggono proprio in tre), ma per qualche giorno sono preso da un grosso evento a Roma e potrò postare nuove cose solo molto saltuariamente.

Nel frattempo vi consiglio questo bellissimo video: chi non ricorda questa epocale puntata dell'Intervallo con Gratteri (PA), Apecchio (PU), Visso (MC) e guest star Pozza di Fassa (TN)...



Per chi se lo fosse sempre chiesto (ma anche per chi invece non si è mai posto il problema) vi informo che la musica dell’intervallo è la Toccata in la maggiore (dalla sonata VI per gravicembalo) di Pietro Domenico Paradisi (Napoli, 1707 – Venezia, 25 agosto 1791)

venerdì 16 marzo 2012

Il weekend dei mostriciattoli

Con l'arrivo del venerdì il genitore moderno inizia a interrogarsi su quali mirabolanti attività programmare per i mostriciattli.

Un turbinio di musei, cinema, letture animate, teatro, mostre in cui intruppare l'infante tra sabato e domenica.

Proprio alcuni minuti fa ho trovato sul sito di Repubblica il nuovo film da far vedere ai mostriciattoli questa settimana. 


Courtney Love contro i Muppets!!!
Semplicemente imperdibile.

Certo, quando uscirà "senza mutande contro senza vergogna" lo surclasserà.
Ma al momento è ancora in preproduzione.

L'art. 18, Matteo Renzi e il Vasari


lunedì 12 marzo 2012

Quando si stava peggio (o dell'ottimismo)

Io sono un ottimista.
Certo, a questo mondo ci sono un sacco di problemi.
Ma penso che le cose all'homo sapiens sapiens non siano mai andate così bene.
E penso che in futuro, ai mostriciattoli, andrà ancora meglio.

Nel video che segue c'è molto di quello che penso (è in inglese, ma ci sono anche i sottotitoli in italiano). E sotto il video una sinesi della mia visione del mondo.





sabato 3 marzo 2012

Senza-mutande contro Senza-vergogna

I miei supereroi erano Goldrake, Mazinga (con e senza zeta), Gig-robot (che si scrive Jeeg Robot, ma io mica lo sapevo, da piccolo). Mi dicono che i bimbi di oggi hanno cose che si chiamano Ben Ten, Bakugan e Gormiti (che non ho mai visto, ma è del tutto evidente che essendo ormai un genitore non posso che pensare che siano quanto di più diseducativo ci sia sul globo terraqueo. È chiaro che il MOIGE è stato corrotto dal Gruppo Bilderberg …).

E allora mi sono chiesto:
Quali saranno i supereroi quando i mostriciattoli saranno in età preadolescenziale?

In questi giorni penso di aver trovato la risposta a questo pressante quesito.

Ecco gli indizi rivelatori, sotto forma di quattro fondamentali notizie degli ultimi giorni:

Sara Tommasi “bocconiana” come Monti e di nuovo senza slip
La novità sarebbe che Sara Tommasi si è dichiarata, grazie alla laurea in Economia conseguita proprio alla Bocconi, esperta di finanza presenziando ad un meeting sul signoraggio bancario organizzato dall'onorevole Luigi Scilipoti. Ma alla fine del misurato dibattito, la soubrette ritorna quella di sempre e si mostra senza slip.

Tommasi tentata da politica "Mi candido con Scilipoti"
L'offerta gliel'ha fatta niente meno che l'onorevole Scilipoti con cui lei, insieme a Alfonso Luigi Marra, ha fondato il Popolo degli Intelligenti. La Tommasi spiega che la sua entrata in politica sarebbe vincolata da due richieste ben precise. La prima "Marra vorrebbe finanziare Scilipoti, ma solo se al primo posto del programma ci sarà il signoraggio bancario. Vuole che io diffonda il verbo del partito o movimento, Fermiamo le banche. E io sono dalla sua parte". La seconda condizione è quasi un aut aut: "Mi potrei candidare con Scilipoti ad un'altra condizione: essere la prima della lista". Sara dice di essere determinata e pronta per fare la deputata.
 
Scilipoti, no candidatura Sara Tommasi
(ANSA) - ROMA, 29 FEB - ''Non ho mai offerto candidature a Sara Tommasi ne' a nessun altro''.

Sara Tommasi: Scilipoti mente circa la mia candidatura.
La notoriamente non vera affermazione di Scilipoti secondo la quale non mi avrebbe offerto alcuna candidatura è smentita da una serie di sue dichiarazioni pubbliche. È inoltre ovvio che lo scontro sul signoraggio, al quale mi sto sforzando di concorrere con ogni mezzo a fianco di Gino Marra, è violentissimo, difficilissimo e articolatissimo, e questa lotta è guidata da Marra attraverso quei suoi scritti con i quali ha messo in condizione di parlarne, sia pure a stento, anche un politico come Scilipoti.

Facciamo una sintesi:

1.   Sara Tommasi, Laureata alla Bocconi come Monti, interviene a un convegno alla Camera dei Deputati (!!!) sul Signoraggio Bancario, una bislacca teoria complottista.

2. Il Convegno è organizzato da Filippo Marra e dal mio eroe personale: Mimmo Scilipoti (o da uno dei suoi sosia: http://zoodeimieifigli.blogspot.com/2012/02/un-genio-del-nostro-tempo-un-esempio.html).

3.  All’uscita, la Tommasi fa vedere a tutti che non porta le mutande.

4.  La Tommasi, Marra e Scilipoti fondano il “Partito degli Intelligenti”. (Io credo proprio che la cosa sia ironica. Voglio dire, la questione dell’intelligenza. Cioè non faranno mica sul serio. Dai. Non è possibile). 

5.  Appena nato, il partito degli intelligenti si dilania immediatamente in polemiche sulla candidatura della Tommasi. (Forse sono tutti troppo intelligenti).

Ecco. Io penso che tra qualche anno gli eroi dei bimbi saranno loro.

Sara Tommasi e Mimmo Sclipoti. 

Alias Senza-mutande e Senza-vergogna.  

Impegnati in una lotta senza fine per la conquista dell’universo conosciuto (e anche di quello sconosciuto).

giovedì 23 febbraio 2012

Ci vuole un fiore. Ma non per la logica

Chi ha mostriciattoli sa che non si può sfuggire alle allegre canzoncine dell’infanzia.
Orecchiabili musichette con testi tra il semplice e il dadaista ci accompagnano a casa, in macchina, sul computer, in ascensore, sul tram…

Entro limiti ragionevoli (che si superano alla sesta volte di seguito che ti tocca sentire la stessa canzone) sono anche carine. Ci ricordano la nostra infanzia, sono simpatiche, creano condivisione e complicità con i mostriciattoli, eccetera.

Tuttavia non bisogna fissarsi troppo sui testi. 
Perché le cattive sorprese si nascondono anche nella canzonetta apparentemente più innocente.

Prendiamo, ad esempio, la canzone “Ci vuole un fiore”, testo di Gianni Rodari, musica di Sergio Endrigo e Bacalov.

La prima strofa va via abbastanza liscia

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare.

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Certo. Alcuni passaggi sono un po’ forzati, ma tutto sommato si tratta di generalizzazioni accettabili.

L’attacco alla logica arriva quando affrontiamo la seconda strofa, che pochissimi ricordano (un po’ come le strofe dell’Inno di Mameli successive alla prima, quelle che parlano di Balilla, Ferruccio e del sangue polacco).

Vediamola qui:

Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l'albero

E già qui la cosa inizia a scricchiolare:  allora, abbiamo appena detto (strofa 1) che per fare un albero di vuole un fiore. Ora diciamo che per fare un fiore ci vuole un albero. Siamo in una classica trappola logica circolare. Un po' come il problema di chi viene prima tra l'uovo e la gallina (ma qui è facile: viene prima l'uovo. C'erano dinosauri che facevano uova milioni di anni prima della prima protogallina)

Comunque, da qui è il disastro:

per fare l'albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra vi vuole un fior
per fare tutto ci vuole un fiore

Cosa vuol dire che per fare un albero ci vuole il bosco?
Ma non ci voleva un fiore? 
Ci vuole un fiore E un bosco?
E da quando i boschi stanno solo sui monti?
Poi, che per fare un monte ci voglia la terra sarebbe tautologico, se non ci fossero monti anche su Marte.

Il tutto per dire che per fare la terra ci vuole un fiore.

Che, pensateci, è veramente assurdo!

Siamo chiaramente di fronte a un delirio lisergico, in cui la logica è andata completamente in pappa.


Come in quei falsi sillogismi tipo:  
Gli apostoli erano 12
Pietro e Giuda erano apostoli
Pietro e Giuda erano 12.

Ora mi chiedo angosciato: come farò a spiegare ai mostriciattoli il ragionamento logico, il metodo scientifico se li ho imbottiti di cose  tipo “per fare la terra ci vuole un fiore”?

I neutrini fuori dal tunnel


domenica 19 febbraio 2012

L’inquietante scoperta del “Glassgate”: il complotto contro gli intelligenti nei cartoni


Facendo ricerche sulla triste situazione di Dotto, il nano intelligente probabilmente adottato (vedi http://zoodeimieifigli.blogspot.com/2012/01/il-segreto-dei-sette-nani.html), ho avuto modo di riflettere su quella che ormai considero più che un’inquietante ipotesi:

C’è un pregiudizio anti intellettuale nei cartoni animati!
Fateci caso: i personaggi intelligenti sono scherniti, fin dal nome, e sono in genere fisicamente sfigati.

Ma veniamo alle prove: perché qui non siam mica a Voyager che basta sparare fregnacce a caso con una ossessiva musichetta angosciante di sottofondo.

1. Prima prova: Dotto. di cui abbiamo già detto: soffre di dislessia, probabilmente psicosomatica. Immaginate infatti le insicurezze psicologiche derivanti dall’essere un nano e per di più probabilmente  adottato (come abbiamo già dimostrato).
Ha un nome diverso da tutti gli altri (non si chiama, infatti, Dottolo)
Porta gli occhiali.

2. Veniamo ai Barbapapà (l’apparentemente allegra famiglia di blob obesi che in realtà nasconde angoscianti segreti).

Prendiamo Barbottina (qui di fianco in una foto i qualche anno fa).

Ragionate un attimo sul suo nome. Barbottina.
Cioè i fratelli si chiamano Barbabravo, Barbaforte, Barbabella.
E lei come l’han chiamata quegli impuniti dei due genitori? 
Barbacolta? Barbaintelligente? Barbalettrice?

No Barbottina! cioè siccome legge è una che borbotta. Insomma rompe (in effetti fa sempre un po’ la saputella, ma anche Barbaforte è aggressivo e mica l’han chiamato Barbabullo).
Occhio: anche lei porta gli occhiali.

3. Passiamo ai Puffi (gli strani ometti blu che son alti su per giù due mele o poco più).
Ecco che ci imbattiamo in Puffo quattrocchi.

Stesso copione: gli altri puffi hanno nomi tipo Puffo esploratore, Puffo inventore, Puffo forzuto, Puffo sognatore, Puffo onanista.

Lui: Puffo quattrocchi. Insomma, siccome legge (e ha sempre quel ditino alzato da saccente) va subito preso per il Puffoculo.
Naturalmente porta gli occhiali.

4. Veniamo all’ultima prova: Velma Dinkley
E chi cavolo è Velma Dinkley? … diranno subito i miei piccoli lettori.

Vi metto una foto. Velma è la prima a sinistra (per chi guarda):


L’avrete riconosciuta: è la tipa intelligente del gruppo di Scooby-doo (la Mistery Inc.). Quella che risolve tutti i casi (che poi non ci vuole molto: il colpevole è sempre il custode che ha trovato un tesoro nascosto o una miniera d’oro o il perfido agente immobiliare che vuole fare una sana speculazione sull’area).

Comunque, siamo alle solite.
Lei si chiama Velma. Ripetetelo ad alta voce. Velma. Fa rima con Melma. Invitante, vero?

Guarda caso, l'altra donna del gruppo, la decerebrata che non risolve mai un caso (la prima a destra nella nostra foto, che evidentemente è lì perché quel big Jim di Fred ci sta a prova') si chiama Daphne. Pronunciatelo ad alta voce, un po’lascivamente: Dafne…

Velma contro Daphne.


Ecco. Io non ho pregiudizi, ma non ho mai sentito di una spogliarellista di nome Velma.
Il maschietto preadolescenziale, quindi, è subdolamente spinto verso la decerebrata Daphne e genera come feed back nelle femminucce una repulsione del modello “Velma”.

Infine, anche Velma porta gli occhiali.

Le inevitabili conclusioni

Abbiamo quattro personaggi che provengono da Paesi e periodi storici molto diversi: dagli USA sia Dotto (fine anni ‘30) sia Velma (fine anni ’60), mentre Puffo quattrocchi (fine anni ’50) è Belga e Barbottina (anni ’70) è francese.

Tutti e quattro i personaggi sono molto intelligenti
Tutti e quattro leggono, si informano, cercano di capire il mondo
Tutti e quattro sono dei discreti scassamaroni

Ma allo stesso tempo:
tutti e quattro hanno nomi da denuncia (dei genitori)
Tutti e quattro portano gli occhiali

Siamo evidentemente alla presenza di un complotto globale che utilizza i cartoni per spingere i bimbi a diffidare della conoscenza, della cultura, della sagacia.

Si tratta di una perversa cospirazione che chiamerò “Glassgate”: lo scandalo degli occhiali.

Vi terrò aggiornati su questa scoperta, che da alcune ricerche preliminari coinvolgerebbe la Trilateral, il Bilderberg, il club di Topolino, l’Heartland Institute, il Grande Puffo, gli Illuminati e l’Armando della Pimpa…

venerdì 3 febbraio 2012

Un genio del nostro tempo. Un esempio per i mostriciattoli


Mentre i mostriciattoli crescono, bisogna iniziare a pensare a quali esempi dare loro.

Quali personalità eminenti del nostro tempo indicargli come modelli morali?
Quali sono i campioni, i prototipi di uomo e donna, gli ideali (platonici e no) che un bravo genitore può e deve utilizzare nella sua educazione?

Bene, stamattina leggendo il Corriere della Sera ne ho trovato uno:


Domenico Scilipoti, detto Mimmo. 

Si tratta senza dubbio di un genio del nostro tempo. Una persona che, trovandosi a Rio ed essendo scomodo con i mezzi, invia alla presentazione di un libro un suo sosia.

Certo il libro era dell’ Onorevole Razzi, che con Scilipoti fa parte dei Responsabili (provenendo dall’IdV di Di Pietro). Certo, si intitola  "Le mie mani pulite" (credo sia ironico). Certo c’era anche Berlusconi… Ma per fare una mossa alla Saddam Hussein, che spargeva di sosia mezzo Iraq, ci vuole una intelligenza superiore.

Insomma: voglio che i miei figli da grandi assomiglino (non fisicamente, neh) a Mimmo Scilipoti!


Vi lascio tuttavia con alcune inquietanti domande alla Voyager:
Faccio autorevolmente notare che il sosia ha dichiarato: “siccome a Scilipoti hanno tolto la scorta, a volte noi usciamo per qualche mansione”

Mi chiedo e vi chiedo:

Quanti sono i sosia di Scilipoti?
Sono sosia naturali?
Oppure – ipotesi veramente agghiacciante - si sono sottoposti a una serie di interventi plastici per assomigliare a Scilipoti?
Quanto li paga?

Le dichiarazioni:

 "La lobby bancaria è più vicina alla lobby gay che alla lobby delle famiglie ... che puntano alla disgregazione delle famiglie e quindi al consumismo sfrenato".

"dobbiamo raggiungere la scossa ormonale dei consensi"

“Come dice Sant’Agostino la strada è stretta e piena di spina. Devo lottare contro la mediocrità di giornalisti e politici. Chi vuole fare del bene deve percorre questa strada che ogni tanto ci porta a pizzicarci con le spine e a strisciare”

"il nostro movimento sta per essere fecondato dal popolo e l'anno prossimo speriamo di ritrovarci per dare alla luce il nostro bambino"

le fa proprio Scilipoti o il suo sosia dadista?

venerdì 27 gennaio 2012

Il segreto dei sette nani


Man mano che i mostriciattoli crescono occorre imparare o reimparare una serie di poesie, filastrocche, canzoni e – sforzo sovraumano - elenchi.

Per esempio i nomi dei barbapapà (su cui sto raccogliendo un inquietante dossier). Ma soprattutto i nomi dei sette nani (di cui vediamo qui una recente fotografia):

Si tratta di un compito assolutamente improbo: posso recitare senza indugi i sette re di Roma, i sette colli, i magnifici sette, i sette peccati capitali, i sette samurai… Ma fate la prova con i sette nani!

Dotto, Gongolo, Eolo, Cucciolo, Brontolo, Pisolo…
Pisolo, Gongolo, Dotto, Brontolo, Cucciolo, Mammolo…
Eolo, Dotto, Mammolo, Brontolo, Pisolo, Gongolo …
Pisolo, Gongolo, Eolo, Cucciolo,  Mammolo, Brontolo, …

Ne manca sempre uno!
Bisogna mettersi in due o tre sperando che non manchi a tutti lo stesso nome.
Sono come i tre moschettieri che in realtà erano quattro!

Tuttavia, una volta fatto l’elenco completo (in ordine alfabetico: Brontolo, Cucciolo, Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo e Pisolo) una cosa appare evidente:

tutti i nani hanno un nome che finisce in “lo” tranne uno: Dotto. 

Perché non si chiama Dottolo?
Nessuno si è mai chiesto i motivi di questa palese discriminazione? Una discriminazione che - guarda caso - proprio per il settenano intelligente?

Dotto, infatti, è il più saggio di tutti. È anche un po’ lo scassamaroni di casa settenani: cerca sempre di convincere tutti a lavarsi le mani, cedere i loro letti alla principessa, alzare la tavoletta del cesso, eccetera. In più è affetto da una lieve forma di dislessia (anche se nelle sue biografie si parla pudicamente di “spoonerismo” http://it.wikipedia.org/wiki/Spoonerismo) ed è l’unico settenano con un difetto della vista (dagli occhiali che porta direi che è sia miope sia astigmatico)

Allora, mettiamo le cose in fila: 
  1. ha un nome diverso
  2. presenta patologie ereditarie che i suoi presunti fratelli non hanno (se si esclude il nanismo, naturalmente)
  3. è molto più intelligente degli altri

Come direbbe Giacobbo: sono solo coincidenze? Noi di Voyager crediamo di no!

Per cui l’inquietante risposta può essere una sola: Dotto è stato adottato!

Come dice Sherlock Holmes, infatti, “Una volta escluse tutte le ipotesi impossibili, quelle che restano, per quanto improbabili, corrispondono alla verità” (come noto, l'Holmes si drogava pesante. MA di questo, forse, parleremo in futuro).

Il problema adesso è: lo devo dire ai mostriciattoli? Come la prenderanno?

martedì 24 gennaio 2012

Weekend con il Mostro


Ho visto le immagini dei turisti che si fanno fotografare con sullo sfondo il relitto della Costa Concordia. E ho avuto una illuminazione. Ma qui c’è una grande occasione di business!

Voglio quindi proporre alla Smartbox un nuovo cofanetto: Weekend con il Mostro (ho preparato anche il layout grafico).

Un’ampia scelta di viaggi e soggiorni nei luoghi delle principali efferatezze d’Italia. Qualche esempio:

  • Due notti a Cogne con visita al plastico della Villa di Porta a Porta
  • Picnic nei campi di Avetrana tra ulivi e pozzi in cui nascondere cadaveri
  • Soggiorno di una settimana in un appartamento a Erba con vicini psicolabili
  • Gita al Circeo nel bagagliaio di una Fiat 127
  • Notte in villa all’Olgiata con domestico filippino
  • Iscrizione all’Università di Perugia per un semestre
  • Ingresso a due incontri delle “Bestie di Satana”

 Credo che il successo sia garantito. Mi aspetto royalties importanti…


mercoledì 18 gennaio 2012

Ninna nanna per non dormire

Veniamo oggi alla più classica delle ninne nanne (che immagino sia il plurale di ninna nanna).


Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Se lo do alla Befana,
se lo tiene una settimana.
Se lo do all'uomo nero,
se lo tiene un anno intero.
Se lo do al Bambin Gesù,
se lo tiene e non ce lo da più.


Cioè, l'avete letta bene? 
La filastrocca non fa in tempo a iniziare, e la mamma minaccia di dare via il proprio figlio. Lo regala? O, come vedremo, più probabilmente lo vende? E a chi lo dà? 


a) alla Befana, per una settimana. Immagino perché la Befana recluta la manodopera minorile che Babbo Natale sfrutta per fare i regali (e che chiama ipocritamente "i miei piccoli elfi").


b) all'uomo nero, per un anno intero. Ora, a parte il sottofondo di razzismo che si intravede in questo verso, cosa ne fa l'uomo nero del bimbo per un anno intero? Le ipotesi si affastellano e sono tutte agghiaccianti: dall'espianto degli organi al reclutamento coatto nel piccolo coro dell'Antoniano.


c) al Bambin Gesù, che non ce lo da più. Questo verso spesso viene omesso. E anche a ragione, direi. Perché è evidente che si tratta di una chiara metafora di un prossimo infanticidio. Se un marziano atterrasse sulla terra e sentisse una mamma cantare queste cose a suo figlio, chiamerebbe immediatamente i servizi sociali.


In conclusione, credo occorra chiedersi: 
per quale assurdo motivo un bimbo, dopo aver sentito che verrà venduto e/o ucciso, dovrebbe addormentarsi tranquillo?

lunedì 16 gennaio 2012

giovedì 12 gennaio 2012

Maiale e Cosentino

Mi è venuto tra le mani un vecchio albo di Up! il sovversivo, di quel genio di Chiappori (http://www.alfredochiappori.it/satiraup.htm). Così ho buttato giù questa vignetta.



Mi sa però che i giovani di oggi, quando sentono parlare di Up, pensino al film della Pixar.

martedì 10 gennaio 2012

Tre civette


La filastrocca sulle abitudini sessuali delle civette

Veniamo alla "questione filastrocche".

Chiunque abbia dei mostriciattoli avrà comprato/gli avranno regalato qualche libro di questi componimenti più o meno poetici. Io ne ho un paio, di cui uno con versioni non edulcorate (dell’introduzione del politically correct nella letteratura per bambini penso scriverò più avanti).

Avete mai letto con attenzione le filastrocche? 
Vi rendete conto di quel che diciamo ai nostri figli?
Dov'è il Moige quando serve?

Iniziamo con il più grande dei classici: 

ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l'amore
con la figlia del dottore
il dottore si ammalò     
ambarabà ciccì coccò

facciamo un po' di analisi del componimento.
Trattasi di settenari e novenari con rima AABBAA.

ambarabà ciccì coccò

verso oscuro, forse ermetico.
Secondo il linguista italiano Vermondo Brugnatelli (si chiama così, non è una battuta) potrebbe risalire ad epoca latina, quando doveva suonare "hanc para ab hac quidquid quodquod", una "conta" il cui senso doveva essere circa "ripara questa (mano) da quest'altra (che fa la conta)..."

A mio parere la spiegazione è esagerata. Semplicemente dovevano trovare qualcosa che facesse rima con comò…

tre civette sul comò

Appunto, il comò. Ma vi siete mai chiesti: che ci fanno tre civette su un comò?

che facevano l'amore

Facevano l’amore!
Ok. Capisco la necessità di iniziare presto l’educazione sessuale.
Va bene utilizzare gli animali (farfalle, api, cicogne).
Ma tre civette che si pastrugnano, per di più su un comò, non mi pare una grande metafora.
E poi: facevano l’amore tra di loro? Ebbene, no:

con la figlia del dottore

Qui la questione si fa pruriginosa.
Mi chiedo: è sano far sapere ai bimbi che la figlia del dottore si accompagna sessualmente con ben tre civette? 
Cioè, io non sono un bacchettone, ma un orgia con tre pennuti su un comò… mi pare una immagine un po’ forte per un bambino di due anni… Tanto è vero che pure il padre della svergognata non la prende bene…

il dottore si ammalò     

Ecco. Appunto.
Tra l’atro questa è l’unica cosa che ha un minimo di senso. 
Trovi tua figlia impegnata in acrobazie sessuali con tre strigiformi, come minimo ti viene un mancamento.

ambarabà ciccì coccò

Ed ecco che il compositore ci lascia così, in media res.

Le domande si affastellano:
il dottore si è ripreso? O la scoperta delle perversioni della figlia gli è stata fatale?
La figlia ha poi regolarizzato il rapporto con i pennuti? Con tutti e tre o solo con uno?

Forse non lo sapremo mai... 
Speriamo che Voyager se ne occupi presto.

giovedì 5 gennaio 2012

Da grande farò il copy: caccia alla pompa low cost

Questo con i mostriciattoli non c'entra niente. Ma ho deciso di pubblicarlo lo stesso. 
Perché il genio va riconosciuto e premiato.


Rinverdisce una tradizione che comprende grandi classici come:

  • Tromba marina per un quarto d'ora (Corriere del Mezzogiorno, 1997)
  • In cinquecento contro un albero, tutti morti (La Provincia Pavese, 1998)
  • Pompini a raffica, Carrarese ko (Gazzetta dello sport, 1992; Pompini era un giocatore del Livorno che in quella partita segnò 4 gol)